Iosù. Il mio colore preferito è il verde
Mostra dal libro di Alessandro Sanna "Iosù", Nuages edizioni, Milano 2017

Il protagonista della storia narrata da Alessanro Sanna, su soggetto originale della compositrice Elisabetta Garilli, è un bambino di nome Iosù.

Iosù attraversa la città, saltella da una pagina all'altra del libro, con un innaffiatoio e il suo inconfondibile cappello orientale.

Iosù, danzatore e giardinere, ha un colore preferito: il verde. Si muove lieve in mezzo al traffico, tra i palazzi.

Iosù ha la delicatezza di una linea libera e spensierata.

E' un disegno che fluttua con le sembianze di un angelo di Paul Klee.

Iosù incontra tanta gente che lo guarda incredulo mentre volteggia, si china, innaffia senza sosta i marciapiedi, i muri, la cima dei tetti delle case sino a farvi comparire fili d’erba e fiori.

Nella città così innaffiata predomina il verde e gli animali sono molto più felici di prima, gli uomini disorientati.

Ma da dove proviene tutta l'acqua?

Viene dalle lacrime degli abitanti della città che Iosù, discreto e paziente, raccoglie di notte sotto le finestre.

Dall'acqua e dalla lacrime nasce nuova vita, che invade, trasforma, dà speranza e gioia.

Iosù è un racconto pieno di poesia che fa riflettere sulla vita contemporanea nella città e indica una via d’uscita attraverso il gesto di un bambino.

Una storia fatta di poche parole ma di tanti segreti, quei segreti che è possibile leggere solo aprendosi all’ascolto della natura e delle sue forme, come sa fare lo sguardo di un bambino creativo.

« Credo nelle cose che non esistono, per questo le disegno. » A.lessandro Sanna

Alessandro Sanna è autore e illustratore di libri con le figure per bambini e adulti.
Il suo studio è a Mantova, in Casa di Rigoletto, dove lavora assiduamente con il segno e il colore. Ricercatore di silenzio, immagina e fa immagini che, oltre a racconatre storie nei libri, pubblicati in tutto il mondo, diventano spettacoli teatrali.


Mondadori, Einaudi, Rizzoli, Bompiani, Franco Cosimo Panini, Grandir, Enchented Lion Book, sono alcune delle case editrici con cui sono pubblicati i suoi lavori.


Ha vinto per tre volte il Premio Andersen: nel 2006 per il “miglior libro fatto ad arte”, nel 2009 come “miglior illustratore” e nel 2014, con il silent book "Fiume lento. Un viaggo lungo il Po", per il “miglior albo illustrato”.


"Fiume Lento", edito in Italia da Rizzoli, è stato pubblicato anche negli Stati Uniti, Spagna, Germania, Repubblica Ceca, Cina.



Oltre alla ricerca e al lavoro di "immaginatore", così come si definisce, si dedica all'insegnamento nelle Accademie di Belle Arti di Bologna e di Verona dove è docente, rispettivamente, di illustrazione per l'editoria e di disegno.


Tra i premi, nel 2014 gli è stato assegnato il "Premio Lo Straniero" indetto dall’omonima rivista diretta da Goffredo Fofi.


Nel 2016 è stato il candidato italiano nella Short List dell’Hans Christian Andersen Award.


Nel 2018 ha rappresentato l'Italia a New York e a Mosca in importanti fiere dedicate all'editoria per ragazzi.

Disegnare il tempo
Mostra di una selezione delle illustrazioni del Calendario di Guido Scarabottolo, realizzato per la Galleria L'Affiche di Milano

Per chi abbia dimestichezza con le copertine delle edizioni Guanda, il nome di Scarabottolo è sinonimo di eleganza, raffinatezza cromatica, intelligenza figurativa.

Per tutti gli altri, quella che si presenta con l'edizione 2019 del calendario è un'occasione per avvicinarsi all'opera di uno degli artisti forse più "involontariamente" influenti fra quelli emersi negli ultimi anni nel panorama della grafica editoriale.

Perché "involontariamente"? Beh, Scarabottolo parla spesso della propria arte all'insegna dell'understatement, sempre sottolineando la natura essenzialmente artigianale del mestiere che fa.

Sentite, ad esempio, in che termini racconta il calendario:

«Farlo è una cosa da contadini: raccolgo tra i frutti di quello che ho “seminato” durante l’anno quelli che mi sembrano più promettenti, e li mostro, li porto al mercato, direi, se la parola non fosse divenuta così odiosa. È anche un modo di capire se l’annata è stata buona ed è un modo di difendersi dal passare del tempo, abbandonando quello lineare per quello ciclico, che si lascia sopportare meglio».

Prodotto fin dal 2000, in collaborazione con Adriano Mei Gentilucci della Galleria l'Affiche di Milano, il calendario è diventato un pezzo di culto e un appuntamento fisso per tutti coloro che negli anni hanno avuto l’onore di riceverlo o la fortuna di trovarlo.

Nelle 320 illustrazioni del calendario, che quest'anno sono state raccolte in una mostra (Galleria L'Affiche, Milano) e in un libro intitolati XXS, a cui il PIcturebook Fest rende un omaggio, si colglie più che mai la rara capacità di Scarabottolo di riuscire a scrivere esattamente come disegna: andando fin dentro all’anima delle cose pur restando apparentemente in superficie, dando l’aria di voler sbrigare rapidamente l’incombenza — di spiegare, di illustrare — ma al contempo dimostrando come l’essenzialità sia frutto di un duro, durissimo lavoro di sintesi, del segno come delle parole


«Sono trent'anni che mi alleno per arrivare alla sintesi nel disegno» Guido Scarabottolo

Guido Scarabottolo è illustratore e grafico di fama internazionale. Forse non tutti riescono subito a collegare il nome al suo tratto, ma basta chiudere gli occhi e pensare alle copertine Guanda e il gioco è fatto. Ora tutti sanno chi è Scarabottolo.

Laureato in architettura presso il Politecnico di Milano, nel 1973 è entrato a far parte dello studio Arcoquattro che si occupa di architettura e comunicazione visiva in ambito editoriale e pubblicitario. 

Ha lavorato per la RAI, le principali agenzie di pubblicità e le maggiori aziende nazionali; ha collaborazioni in Giappone e negli Stati Uniti. Designer per diletto, di tanto in tanto realizza oggetti e mobili. Sue illustrazioni sono apparse in numerose mostre, in Italia e all’estero.

Tra le sue prime e più durature collaborazioni vanno segnalate, negli anni ottanta, quella con "L'Europeo", a partire dalla direzione di Lamberto Sechi, e quella con Italo Lupi per "Abitare". Nel 2000, in collaborazione con la galleria l’Affiche, inizia a pubblicare un Calendario la cui produzione è tuttora in corso.

Attualmente i suoi disegni appaiono su "Internazionale" e sul domenicale de "Il Sole 24 Ore", sul "New Yorker" e il "New York Times".

In italia, pubblica libri con le figure, per bambini e per adulti con gli editori Topipittori, Prìncipi & Princípi, La Grande Illusion, Lazy Dog, Vanvere e l'associaizone culturale Tapirulan.

Fiato ai disegni
Mostra di Lamantice 2

Lamantice è una rivista indipendente, edita da Ergot e fondata da un gruppo di illustratori e fumettisti originari della provincia di Lecce uniti dall’esigenza di creare sul territorio una rete che favorisca lo scambio di esperienze singole e collettive, per porle in dialogo con il mondo del fumetto, dell’illustrazione e, più in generale, del disegno in tutte le sue declinazioni. Il nome è suggerito dal mantice, lo strumento che, producendo un soffio d’aria, alimenta il fuoco del camino o la combustione delle fucine. Il motto “Fiato ai disegni”, esplicita l’intento del progetto, cioè quello di raccontare per immagini l’attualità, la politica, la società, per metterle a fuoco attraverso il segno di ognuno dei redattori e fare ecologia delle parole, che mai come di questi tempi sono troppe, abusate, svuotate di senso.
Ogni immagine è di per sé un racconto, un racconto che parte da una delle notizie selezionate, ma da questa poi prende le distanze per essere riscritta dalle mani di chi l’ha illustrata in libertà di stile, tecniche e contenuti, con il proposito di garantire a chi guarda uno spazio interpretativo e immaginativo autonomo.
Nel secondo numero 32 disegnatori per 26 notizie relative a questioni sociali, politiche e culturali che hanno scosso il mondo tra maggio e novembre 2018. Un racconto filtrato e riproposto attraverso il disegno, e un prodotto editoriale appena nato ma con molte cose ancora da dire, fare, disegnare!

 

I disegnatori de Lamantice - vol.2:
Giuseppe Apollonio, Emanuela Bartolotti, Boris Colorblind, Daniel Benitez, Brizzo, Marco Caputo, Gianpiero Chionna, Marco Cito, Francesco Cuna, SoniaQQ, Mauro Curlante, Alessandra De Cristofaro, Marco De Masi (copertina), Noemi De Feo, Simona Anna Gentile, Alberto Giammaruco, Gianle, Angela Joanna Grancagnolo, Betti Greco, Samuel Mello, Simone Miri, Nessuno Niemand, Giancarlo Nunziato, Stefano Palma, Massimo Pasca, Antonio Pronostico Sileo, Chiara Rescio, Alessandro Romita, Paola Rollo, Davide Russo, Sasori Komomo, Chiara Spinelli, Federica Ubaldo.
Hanno collaborato: Max Nocco (rubrica musicale), Margherita Macrì (redazione testi), Georgeanne Kalweit (traduzioni).


C.A.LM. - Collettivo Artistico Lamantice:
Giuseppe Apollonio, Brizzo, Stefano Palma, Massimo Pasca, Chiara Rescio, Paola Rollo

 

 

 


 

       

 

 

Credits: ITC Advisor