Curiosità visiva
Modi di guardare l’arte nei libri con figure
Workshop

Insieme a:
Pietro Corraini, editore
Fausto Gilberti, artista e illustratore
Andrea Antinori, illustratore
Moderano:
Valeria Raho, curatrice indipendente e giornalista culturale;
Melania Longo, specialista in didattica e pedagogia dell’arte| curatrice Picturebook Fest
Introduce:
Antonella Agnoli, Assessore alla Cultura del Comune di Lecce

Sabato 27 gennaio, 9.30- 12.30
MUST- Museo Storico di Lecce
Via degli ammirati, 11
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Ingresso libero


Per studenti dei Licei Artistici e Accademie di Belle Arti, atelieristi, docenti
Info: www.leccepicturebook.it; Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.; cell. 393.8438170
« Un paese civile decide di occuparsi del futuro del suo popolo; e i bambini sono il futuro. La qualità della vita dipende da come questi bambini sono educati » Bruno Munari.

Munari ci ricorda che si può educare al visivo solo attraverso la proposta di una molteplicità di linguaggi in grado di suggerire, ai bambini e ai ragazzi, nell’arte e nella vita, soluzioni sempre originali.

I libri che narrano l’arte al pubblico dei giovani, attraverso le parole e le figure, sono strumenti di straordinaria importanza che suggeriscono quella molteplicità di linguaggi di cui parlava Munari.

Costituire uno scaffale d’arte e saperlo mediare, in ambito pedagogico, museale e scolastico, significa dar vita a dei processi che contribuiscono a fare dell’educazione visiva ed estetica un viatico per comprendere quali effetti i messaggi visivi, che investono i bambini dalla più tenera età, producono sui meccanismi della percezione, della elaborazione e della organizzazione delle conoscenze. E con quali conseguenze anche per chi insegna.

Il libro, in questa prospettiva, si fa dispositivo cognitivo ed emotivo, strumento di trasmissione culturale e di dialogo, risorsa per imparare a vedere, sentire e interpretare il mondo ma anche espediente per accrescere il proprio bagaglio interiore e che fa schiudere sguardi nuovi e intensamente vivi sulla propria quotidiana realtà.

La visione come necessità di vedere, di leggere, di guardare è alla base delle riflessioni di Italo Calvino, cacciatore di immagini, che indica la curiosità visiva come elemento imprescindibile per determinare una diversa qualità della vita.

In un’epoca in cui si è costantemente distratti da stimoli sensoriali e inonadati dal diluvio di immagini, il rischio per i giovani è quello di un’anestesia totale, ovvero di un’incapacità di un sentire personale e soggettivo.

L’albo illustrato, proprio come l’opera d’arte, diventa allora una risorsa per pulire lo sguardo, un modo di fare esperienza, nell’immaginazione, di altre forme di esistenza, di altri modi di vita diversi da quello in cui siamo immersi nella nostra quotianità.

E in quest’ottica, l’educazione visiva non appare più come abilità accessoria, non come forma di scoperta trascurabile, ma una strada da costruire, da perseguire, da rendere concreta attraverso l’esercizio dell’educare all’arte.

 

 


 

       

 

 

Credits: ITC Advisor